«La Bce ha alzato il costo del denaro, tutti ne parlano, eppure la mia rata è rimasta la stessa, come è possibile?» Capita di vedere anche questo nel mondo pieno di sorprese dei mutui immobiliari. Eh sì, perché come spesso accade in Italia, le banche non amano le cose semplici e ognuna adegua le rate al rialzo dei tassi in un modo diverso.C'è anzitutto chi lega l'interesse all'Euribor a un mese, chi a quello a tre mesi, chi addirittura a quello a sei mesi anche se la rata è mensile. Già questo sarebbe sufficiente a far perdere la testa al povero risparmiatore, ma non basta. Qualcuno si limita a prendere il valore del primo giorno del mese o dell'ultimo del precedente, altri preferiscono il valore della data di scadenza della rata. I più scrupolosi fanno la media dei valori dell'intero periodo e c'è pure chi rileva il valore medio semestrale e poi tiene la rata mensile ferma per sei mesi, praticamente un tasso semi-fisso!L'unica consolazione di questa babele di tassi è che nell'arco di un termine lungo dieci o venti anni, come quello dei mutui, il risparmiatore in fondo ha poco o nulla da guadagnare o perdere da queste alchimie. E poi, prima che l'era dell'euro portasse con sé l'Euribor, esisteva sì il Ribor, ma anche il Libor, la Lira Interbancaria, il Rendistato, il Prime Rate: in fondo possiamo dirci fortunati.