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title: "Case green: edifici in classe D entro il 2033"
description: Edifici residenziali in classe E entro il 2030 e in classe D entro il 2033,  mentre tutti i nuovi edifici costruiti dal 2028 dovranno essere a emissioni zero.  Il Parlamento UE ha approvato
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# Case green: edifici in classe D entro il 2033

30 Juin 2023

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Edifici residenziali in classe E entro il 2030 e in classe D entro il 2033, mentre tutti i nuovi edifici costruiti dal 2028 dovranno essere a emissioni zero.

Il Parlamento UE ha approvato la nuova direttiva che porterà ad avere entro il 2050 solo edifici a impatto zero. Ma il testo definitivo è ancora lontano. Ecco cosa prevede e come potrebbe impattare sulla gran parte degli immobili italiani.

Tutti i nuovi edifici costruiti**dal 2028 dovranno essere a emissioni zero**, e**già dal 2026 lo dovranno essere i nuovi edifici utilizzati o gestiti dal pubblico e quelli di proprietà di enti pubblici.** Sempre dal 2028 i nuovi edifici dovranno essere dotati di tecnologie solari ma solo se tecnicamente funzionale ed economicamente fattibile. Entro il 2032 i nuovi requisiti di emissioni dovrebbero essere rispettati anche dagli edifici residenziali già esistenti solo nel caso in cui siano sottoposti ad importanti ristrutturazioni.

Questi i principali termini stabiliti della **Direttiva sul rendimento energetico** (EPBD) appena approvata dal Parlamento europeo. L’obiettivo è quello di aumentare il tasso di ristrutturazione degli edifici inefficienti dal punto di vista energetico e migliorare le informazioni sulle prestazioni energetiche la proposta stabilisce **nuovi parametri anche per la classificazione della prestazione energetica degli edifici.**

## **Ristrutturare casa: bisogna attendere un piano nazionale**

Che cosa implica l'approvazione da parte del Parlamento europeo di questa direttiva ?

**Ogni Stato membro, infatti, potrà stabilire un piano nazionale di ristrutturazione** adattandolo alle esigenze del singolo paese. Siamo dunque ancora lontani dal testo definitivo e molte sono **le possibilità di deroga per i singoli paesi.**

La direttiva indica anche specifiche eccezioni per gli edifici di pregio artistico, storico, di culto, le seconde case e quelle con una superficie inferiore ai 50 metri quadrati, inoltre, gli Stati potranno chiedere alla Commissione europea di **valutare deroghe che tengano conto delle particolarità del patrimonio immobiliare di ciascun Paese** (monumenti, edifici di particolare valore architettonico o storico, edilizia pubblica o sociale ecc.), di problemi tecnici, della mancanza dei materiali o dei costi eccessivi per i lavori. Infatti sarà consentito, in presenza di particolari requisiti, di adeguare i nuovi obiettivi in funzione della fattibilità economica e tecnica delle ristrutturazioni e della disponibilità di manodopera qualificata.

## **Occorre una classificazione unica in Europa**

Per comprendere il reale impatto di questa disposizione è necessario sapere che, ad oggi, ogni Stato Membro ha una sua particolare classificazione energetica diversa da quella degli altri Stati, di conseguenza, i requisiti per raggiungere la classe D in Italia sono diversi da quelli necessari a raggiungere la stessa classe in un altro Stato membro.

La Direttiva prevede **l’unificazione delle classificazioni nei diversi Paesi europei**, e questo vuol anche dire che gli interventi modificativi richiesti dalla legge potrebbero avere una portata minore rispetto a quella ipotizzata ragionando sui parametri di classificazione adottati attualmente in Italia.

### **Edifici almeno in classe E entro il 2030 **

A corredo della direttiva, la Commissione ha messo su carta **una road-map da seguire per rendere più efficienti gli immobili** nelle classi energetiche inferiori. Gli edifici residenziali dovranno raggiungere **almeno la classe di prestazione energetica E** **entro il 2030** e la D entro il 2033. Gli edifici non residenziali o pubblici dovranno raggiungere le stesse classi rispettivamente entro il 2027 e il 2030.

Ogni Stato Membro potrà individuare e comunicare eventuali fattispecie e problemi tecnici che possano impedire il salto di classe energetica di un immobile con la possibilità, per quelle casistiche, di raggiungere un livello “**tecnicamente possibile”**  anche se inferiore a quello stabilito dalla direttiva..

## **Servono tempi certi e incentivi**

Per la Commissione europea, iniziare a ridurre le emissioni di gas serra è un passaggio fondamentale per conseguire l'**obbiettivo delle emissioni zero entro il 2050**; e gli immobili sono responsabili di oltre un terzo delle emissioni di gas a effetto serra nell’Ue, visto che **tre quarti degli edifici è inefficiente** dal punto di vista energetico. 

Tuttavia se si pensa che in Italia circa **il 60% degli edifici è oggi in classe F e G**, si capisce quanto sarà impattante per molte famiglie anche solo il passaggio in classe E. Per il salto di classe, infatti, occorre **ridurre i consumi energetici di circa il 25%**: riduzione che si ottiene solo con interventi come il **cappotto termico**, la sostituzione degli infissi o la sostituzione della caldaia con una nuova a condensazione. Quello che è certo è che la spesa per avere edifici più sostenibili **non deve gravare sulle tasche dei cittadini**, per molti dei quali la casa rappresenta l’unico patrimonio o fonte di reddito.

Ben venga dunque l’adeguamento solo **se accompagnato da incentivi facilmente accessibili**. Inoltre i proprietari devono poter vendere e affittare gli immobili semplicemente **presentando la certificazione dello stato di fatto** in cui si trova l’immobile al momento della vendita o della locazione; spetterà poi all’acquirente fare i lavori approfittando degli incentivi. Rimane evidente che **sarà il mercato stesso a valorizzare gli edifici** che hanno adeguato la loro classe energetica, penalizzando quelli non ancora efficientati. 

Occorre pertanto definire chiaramente **tempi e modalità in sede Ue poi in Italia** andando di pari passo con la promozione di **incentivi certi e duraturi**. Serve pertanto procedere con una strategia chiara e non con **proroghe all’ultimo minuto** o continui cambiamenti regolatori tecnici e fiscali ad ogni legge di bilancio. Solo così sarà possibile affrontare questa sfida coinvolgendo i cittadini e migliorando il nostro Paese.

 
