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title: Arriva la stretta della BCE, mutui fissi sempre più cari...
description: MUTUI “FISSI” SEMPRE PIÙ CARI.  ARRIVA LA STRETTA BCE,  MA IL VARIABILE GUADAGNA TERRENO I mutui a tasso fisso diventano sempre più costosi.  Così,  non smette la “rincorsa” del
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# Arriva la stretta della BCE, mutui fissi sempre più cari...

11. Juni 2022

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**... ma il "variabile" guadagna terreno!**

I **mutui a tasso fisso** diventano sempre più costosi. Così, non smette la “rincorsa” del variabile che ormai conquista sempre più preferenze.

Come **media di mercato**, l’ultima **rilevazione della Banca d’Italia** dice che i **mutui costano in media il 2,01% come Taeg** (Tasso annuale effettivo globale). Un anno fa, il livello di fermava intorno all’**1,6%**.

Ma questa rilevazione risale a marzo e, in breve tempo, il panorama è cambiato. Negli ultimi mesi, se il variabile si è mosso poco, al contrario è stato il fisso a crescere continuamente, a causa del rialzo del suo indice di riferimento, l’**Irs**.

Rispetto a inizio anno, l’Irs a 30 anni è passato dallo 0,53% del 3 gennaio all’1,75% del 31 maggio, quello a 25 anni dallo 0,57% all’1,86%, quello a 20 anni dallo 0,60% all’1,97%.

In sostanza, sono valori più che **triplicati**. Ecco perché il “**fisso**” costa sempre di più, anche a parità di “**spread**”, ossia quella percentuale che si applica al tasso e che rappresenta il guadagno della banca.

Anche dando uno sguardo ai **comparatori di mutui on line,** che spesso mostrano le offerte più vantaggiose da parte delle banche, **oggi per un tasso fisso a 20 anni di durata viene richiesto almeno il 2,40% di Taeg**.

Sembra un livello lontano anni luce da quelli di un anno e mezzo fa, quando si poteva sperare di portarsi a casa un finanziamento anche a meno dell’1%. Invece, **per stipulare un tasso variabile**, si riesce tranquillamente a recuperare un Taeg inferiore al punto percentuale, diciamo intorno allo 0,8%.

Ipotizzando un prestito da 100mila euro su 20 anni, con il fisso si paga una rata intorno almeno a 515 euro al mese, mentre con il variabile ne bastano 450. L’impennata del “fisso” è così repentina che, secondo il *Codacons*, lo stesso tipo di mutuo contratto a inizio anno (finanziamento da 100mila euro), rispetto a uno sottoscritto all’inizio di giugno, comporta una spesa complessiva finale aggravata di ben 17mila euro.

## **La stretta Bce coinvolge anche il variabile**

Stiamo tornando, quindi, verso una situazione di mercato in cui **domina il “variabile”**, che permette di iniziare a rimborsare il mutuo con una rata più leggere? Fare previsioni è difficile.

L'inflazione in Italia e in Europa, si fa sentire. Costano di più l’energia, la benzina, il cibo. E ci sono dubbi sulla tenuta dell’economia e dei consumi, da qui a fine anno. Uno scenario incerto, che dovrebbe consigliare cautela e quindi in teoria sarebbe saggio affidarsi al “fisso”, dove la rata è più pesante, ma almeno il cliente è al riparo da qualsiasi rialzo futuro, perché gode della certezza della rata fissa.

Però, da un lato, i consumatori guardano spesso al breve periodo e sono quindi attirati dalla rata più leggere disponibile. E poi, in effetti, oggi la forchetta che separa il tasso di riferimento del fisso (Irs) e quello del variabile, l’Euribor, è molto ampia, dal momento che l’Euribor a 3 mesi (inizio di giugno) è ancora negativo di qualche decimale, mentre l’Euribor a 6 mesi è intorno allo zero.

La Bce ha già annunciato, per luglio, una **stretta sul costo del denaro **dello 0,25%. Questo comporterà il rialzo dell’Euribor e, quindi, provocherà un **rincaro delle rate anche dei mutui a tasso variabile**. Ma prima che si colmi il divario tra indici di riferimento del fisso e del variabile ci vorrebbero molti ritocchi dei tassi. Uno scenario possibile alla lunga, ma non certo nel breve periodo. Dunque è prevedibile nei prossimi mesi che cresca ancora la quota di chi sceglie il variabile.

## **Meno surroghe e mutui giovani**

L’attuale scenario sta avendo un impatto anche su altri due fronti che riguardano i mutui. In primo luogo, sta perdendo appeal la “**surroga**”, ossia la portabilità gratuita del finanziamento, da una banca all’altra, a caccia di un trattamento migliore.

L’**impennata del costo del mutui,** in questo momento, rende difficile il passaggio a un nuovo istituto di credito, con condizioni migliori rispetto a quelle precedenti. Inoltre c’è un aspetto tecnico che sta frenando la stipula dei mutui agevolati per i giovani, ossia i **mutui per gli Under 36** che godono del** Fondo di garanzia statale**, gestito dalla Consap.

Il fondo, infatti, permette a questa categoria (purché siano rispettati alcuni criteri a livello di Isee) di accedere anche a **mutui al 100%**, che coprano tutto il valore della casa, senza dover sborsare un anticipo.

Una delle condizioni, però, è che il Taeg proposto dagli istituti non superi il cosiddetto “*tasso effettivo globale medio anti-usura (TEGM)*” fissato ogni tre mesi dalla Banca d’Italia. Questa soglia, fino al 30 giugno, è all’1,99%. Ma, come abbiamo visto sopra, ormai le offerte delle banche, a tasso fisso, superano ampiamente il 2%. Dunque, almeno fino a luglio, quando le soglie anti usura verranno aggiornate, le erogazioni del 100% a tasso fisso restano sostanzialmente bloccate. 

## **L’affitto come alternativa all’acquisto**

Al di là degli aspetti tecnici, fra **inflazione** e **stipendi italiani poco adeguati**, altro tema molto dibattuto in questo periodo, la casa sta diventando sempre più un cruccio per le famiglie. E cresce la quota di chi guarda all’affitto, rinunciando al sogno dell’acquisto.

Secondo una recente analisi di **Nomisma**, i nuclei che hanno sottoscritto un contratto di locazione superiore a 6 mesi (quindi un affitto per andarci a vivere, non per turismo) sono aumenti nel giro di un anno, dal 4,2% al 5,6% sul totale delle famiglie italiane. E di queste, il 58,7% lo ha fatto perché ritiene l’affitto l’unica via percorribile per trovare casa, mentre c’è un 15% che almeno in teoria avrebbe le risorse per acquistare, ma è spaventato dall’idea di prendere un impegno così oneroso.

 

 
